Immagine di Meta
In risposta alle nuove normative sull'IA approvate in Europa, abbiamo pubblicato la nostra analisi in cui prevedevamo che le aziende leader avrebbero iniziato ad adottare misure volte a garantire la trasparenza dell'IA. Il mese scorso abbiamo iniziato a vedere quella previsione avverarsi: Meta ha annunciato in un post sul blog che "inizierà a contrassegnare una gamma più ampia di contenuti video, audio e immagini con la dicitura 'Realizzato con l'IA'".
Si spera che questo annuncio sia un segnale che induca altre aziende a rendersi conto del rischio rappresentato dai contenuti generati dall'intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda la disinformazione e le immagini e i video manipolati con la tecnica del deepfake. Nel post, l'azienda ha annunciato diverse misure che intende adottare:
Meta intende sviluppare strumenti interni per identificare su larga scala i contenuti generati dall'intelligenza artificiale quando vengono pubblicati su Facebook, Instagram e Threads.
I contenuti da etichettare comprenderanno quelli generati dall'intelligenza artificiale provenienti da Google, OpenAI, Microsoft, Adobe, Midjourney e altri.
Ciò consentirà agli utenti di segnalare volontariamente quando caricano contenuti generati dall'intelligenza artificiale, penalizzando al contempo gli account che non segnalano i contenuti generati dall'intelligenza artificiale che condividono.
Queste misure rappresentano un ottimo punto di partenza e sono state elaborate con il contributo di un gruppo eterogeneo di parti interessate attraverso il comitato di supervisione dei contenuti di Meta. Dopo aver completato le consultazioni con i responsabili politici internazionali e aver condotto un sondaggio su oltre 23.000 utenti, Meta ha riscontrato che una stragrande maggioranza (82%) era favorevole a queste indicazioni relative all'IA, in particolare per i «contenuti che mostrano persone mentre dicono cose che non hanno detto».
In vista delle elezioni del 2024, è evidente che Meta abbia tratto il giusto insegnamento dalle elezioni statunitensi del 2016 e del 2020 e stia investendo nei sistemi adeguati per proteggere meglio i propri utenti da un'ondata crescente di disinformazione alimentata dall'intelligenza artificiale. Non è un caso, inoltre, che Meta intenda attuare queste politiche prima dell'entrata in vigore, a maggio, della legge dell'UE sull'intelligenza artificiale.
Le decisioni e la leadership di Meta influenzeranno sicuramente il modo in cui le altre aziende inizieranno a considerare i rischi legati alle proprie piattaforme. Nel corso di una tavola rotonda al WEF, il presidente degli Affari globali di Meta ha già definito lo sforzo volto a individuare i contenuti generati artificialmente «il compito più urgente» che il settore tecnologico si trova ad affrontare oggi.
Come possono quindi le altre aziende seguire queste indicazioni per proteggere le proprie piattaforme dall'uso improprio delle informazioni errate e rimanere conformi alla nuova normativa UE? Ecco alcune idee:
Pangram Labs sta sviluppando i migliori sistemi di rilevamento basati sull'intelligenza artificiale per consentire alle aziende di gestire piattaforme online sicure e responsabili. Se desideri adottare misure proattive e diventare un punto di riferimento in materia di integrità delle piattaforme e conformità normativa, contattaci all'indirizzo info@pangram.com!
Per una panoramica più ampia sull'andamento della filigranatura basata sull'intelligenza artificiale dopo questo annuncio, leggi perché le grandi aziende tecnologiche stanno perdendo la scommessa sulla filigranatura.






